
Nel 2001 mi sono iscritta alla Sportforma per allenarmi in sala attrezzi. Non immaginavo che da lì non sarei più andata via.
All’inizio era semplicemente il luogo dove andavo ad allenarmi, ma molto presto l’associazione è diventata parte della mia vita quotidiana.
Senza programmi precisi o ruoli stabiliti, ho iniziato ad aiutare nelle piccole cose di ogni giorno, come succede naturalmente quando si vive davvero un ambiente.
“Da socio ordinario sono diventata anche volontaria!”
Con il tempo mi sono trovata sempre più coinvolta nella vita dell’associazione. Un momento importante è arrivato quando Guido il fondatore si infortunò gravemente durante una gara e venne ricoverato.

Da un giorno all’altro mi sono ritrovata a gestire situazioni e responsabilità che fino a poco prima osservavo soltanto. Non parlavo ancora bene italiano, ma ho imparato facendo, affrontando problemi pratici, persone, organizzazione e difficoltà quotidiane.
Il ruolo di vicepresidente è arrivato molto più tardi, quasi naturalmente, dopo anni di presenza continua e di lavoro condiviso.

In tutti questi anni ho vissuto dall’interno ogni fase dell'associazione: i cambiamenti, le difficoltà, i tre traslochi delle sedi, i periodi più complicati legati ai lavori del passante ferroviario, il problema del cromo esavalente, la chiusura durante il Covid e la necessità di reinventarci continuamente senza arrenderci.

Nel frattempo la mia famiglia è cresciuta insieme alla Sportforma. I miei figli sono cresciuti dentro questi spazi, vivendo da vicino tutto ciò che significava costruire e portare avanti una realtà come questa, giorno dopo giorno.
Nel tempo ho iniziato ad occuparmi della parte organizzativa e gestionale dell’associazione, dalla gestione logistica delle manifestazioni in sede fino all’organizzazione dei viaggi tecnici e sportivi anche all’estero grazie al mio bagaglio di lingue, come quelli in Inghilterra.
Ho formato altri soci e volontari seguendo il modello francese in cui sono cresciuta: associazioni che sostengono le famiglie e fanno crescere i figli attraverso lo sport. Questo approccio ha segnato profondamente il mio modo di vivere l’associazionismo, anche se all’inizio era difficile farlo capire in un mondo che vedeva i giovani più come mezzo che come fine.

Ancora oggi continuo a vivere la Sportforma come ho sempre fatto: non solo come un luogo di volontariato, ma come una parte naturale della mia vita, un vero spazio di vita condivisa dove crescere insieme, affrontare le difficoltà e costruire qualcosa di duraturo trasmettendo i valori che la Sportforma custodice!

