Articolo originariamente pubblicato il 9 settembre 2016. Descrive l'assetto giuridico della Sportforma precedente al 2023, quando l'associazione operava come APD (Associazione Polisportiva Dilettantistica) affiliata al sistema CONI. Dal 2023 Sportforma è una APS iscritta al RUNTS: per l'assetto attuale vedi questa pagina.
Fino al 2023, Sportforma operava come APD, Associazione Polisportiva Dilettantistica: una particolare forma di ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) dedicata a più discipline sportive. Nello sport dilettantistico l'atleta non riceve alcun compenso: la pratica sportiva si presume svolta per diletto.
Fino alla riforma del Terzo Settore, lo sport dilettantistico in Italia era regolamentato principalmente dal CONI, che attraverso gli Enti di Promozione Sportiva (EPS) o le Federazioni Sportive Nazionali (FSN) coordinava l'attività amatoriale nei suoi eventi e regolamenti. La maggior parte delle giovani associazioni iniziava la propria attività affiliandosi a queste reti, iscrivendosi ai relativi registri per mantenere la qualifica di ente non profit e le agevolazioni fiscali collegate.
Con la Riforma del Terzo Settore, tutte le associazioni furono chiamate a scegliere se transitare nel nuovo Registro Unico del Terzo Settore (RUNTS) o restare nell'assetto precedente. Sportforma completò questo passaggio nel 2023, diventando una APS — la storia di quella scelta è raccontata qui.
A differenza dello sport professionistico, dove l'atleta segue le regole di mercato dell'industria dello spettacolo, facendone il proprio mestiere principale o un'attività semi-professionale occasionale, tipicamente tramite un contratto con un manager, nello sport dilettantistico degli anni dell'APD tutti i tesserati che partecipavano all'attività giornaliera iniziavano con la qualifica di socio ordinario: atleti o amatori dilettanti. Successivamente, a seconda dei percorsi, la qualifica poteva variare: venivano classificati come semi-professionisti coloro che partecipavano occasionalmente a eventi di pugilato professionistico anche internazionale, nell'ambiente della boxe italiana coordinata sotto il CONI Pugili-Pro e nella boxe internazionale in maniera forse meno equivocabile White Collar Boxing, cioè pugili che svolgevano altra professione ma che comunque rientravano nei regolamenti sportivi del pugilato professionale e potevano essere iscritti ad un comitato tecnico della Sportforma (allora noto come ITABoxing), che dopo le verifiche su capacità e competenze atletiche, condizioni medico-sanitarie, necessarie a rilasciare la licenza professionale possono partecipare a campionati e tornei professionistici in tutto il mondo, curando gli accordi con le organizzazioni e i promoter degli eventi.
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